giovedì 22 dicembre 2016
Eni, avviso chiusura indagini per presunta corruzione Nigeria per 11 persone e 2 società
La procura di Milano ha disposto la notifica degli avvisi di chiusura indagine nei confronti di 13 indagati, tra cui l'AD di Eni (MI:ENI ) Claudio Descalzi, la stessa società e Shell, nell'ambito dell'inchiesta per presunta corruzione internazionale da parte della major petrolifera italiana in Nigeria nel 2011. Lo hanno riferito fonti giudiziarie e legali, aggiungendo che tra i destinatari del provvedimento -- 13 in totale, tra cui 11 persone fisiche e le due società -- ci sono anche l'ex AD Paolo Scaroni e l'uomo d'affari Luigi Bisignani. Nel periodo dei fatti contestati Scaroni era AD della società e Descalzi capo della divisione Oil. La società petrolifera risulta indagata come persona giuridica assieme a Shell in base alla legge 231 sulla responsabilità delle aziende per gli illeciti commessi dal management. Al momento non è stato possibile raggiungere gli interessati per un commento, ma gli stessi in passato hanno respinto ogni accusa. L'atto di chiusura indagini normalmente è prodromico della richiesta di rinvio a giudizio da parte della procura. L'inchiesta della procura milanese ipotizza il pagamento di tangenti per l'acquisto da parte dell'Eni della licenza per l'esplorazione di un campo petrolifero in Nigeria. Nell'ambito dell'inchiesta, di cui si è avuta notizia a luglio 2014, era già stato notificato a Eni -- che ha ribadito la sua estraneità da qualsiasi condotta illecita -- una richiesta di esibizione di una serie di atti relativi al "resolution agreement" del 27 aprile 2011 fra Eni e il governo nigeriano per il giacimento petrolifero offshore Opl-245.