giovedì 9 giugno 2016
Greggio al massimo di 11 mesi, calo delle scorte USA
Prezzo del greggio ad un nuovo massimo di 11 mesi Il prezzo del greggio continua a salire negli scambi della mattinata europea di questo giovedì, segnando un nuovo massimo di 11 mesi dopo i dati che hanno mostrato che le scorte di greggio USA sono diminuite per la terza settimana consecutiva la scorsa settimana. Sul New York Mercantile Exchange, il greggio con consegna a luglio sale al massimo intraday di 51,67 dollari al barile, il massimo dal 16 luglio. Il prezzo si è poi attestato a 51,27 dollari al barile alle 07:50 GMT, o alle 3:50 ET, in salita di 3 centesimi, o dello 0,06%. Ieri , il prezzo del greggio scambiato sulla borsa di New York è schizzato di 87 centesimi, o dell’1,73%, dopo i dati che hanno mostrato che le scorte di greggio USA sono scese più del previstola scorsa settimana. Nel report settimanale della U.S. Energy Information Administration, si legge infatti che le scorte di greggio sono diminuite di 3,2 milioni di barili la scorsa settimana a 532,5 milioni di barili. Gli analisti avevano previsto un calo di 2,8 milioni di barili. I futures del greggio USA hanno subito un’impennata di circa l’85% dopo essere crollati al minimo di 13 anni di 26,05 dollari l’11 febbraio, grazie alla riduzione della produzione di petrolio di scisto negli Stati Uniti che ha incoraggiato il sentimento. Tuttavia, con i prezzi ad un livello che rende la trivellazione economica per alcuni impianti, il numero degli impianti di trivellazione potrebbe tornare ad aumentare ed il calo della produzione statunitense potrebbe rallentare. Intanto, sull’ICE Futures Exchange di Londra, il greggio Brent con consegna ad agosto scende di 10 centesimi, o dello 0,19%, a 52,41 dollari al barile dopo aver segnato il massimo giornaliero di 52,86 dollari, il massimo dal 12 ottobre. Ieri, il Brent scambiato sulla borsa di Londra ha registrato un’impennata di 1,07 dollari, o del 2,08%, nei timori per l’interruzione delle forniture dalla Nigeria, dove i miliziani hanno attaccato gli impianti petroliferi. I futures del Brent sono schizzati di circa il 90% dopo essere crollati sotto i 30 dollari al barile a metà febbraio dal momento che l’improvvisa interruzione delle forniture in Africa ha ridotto i timori per l’eccesso delle scorte globali. Intanto, lo spread tra i contratti del greggio Brent e quelli West Texas Intermediate è di 1,14 dollari, rispetto agli 1,28 dollari segnati alla chiusura di ieri.

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