Inchiesta Firenze, Lupi: mai fatto pressioni per mio figlio, chiarirò in Parlamento
Il ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi, il cui nome insieme a quello del figlio Luca (entrambi non indagati) emerge dalle carte dell'inchiesta della procura di Firenze che ipotizza l'esistenza di un 'sistema' di tangenti per l'assegnazione di appalti pubblici, ha ribadito oggi di non "aver mai fatto pressioni per far assumere mio figlio". Il ministro, a margine della sua visita a una fiera dell'edilizia presso l'Expo di Milano, ha risposto alle domande dei giornalisti dicendo di voler "andare in Parlamento a riferire sulle scelte del Ministero". "Devo dare le risposte politiche e individuali" ha aggiunto. Lupi, alla domanda se la mozione di sfiducia individuale presentata nei suoi confronti alla Camera da Sel e M5s, possa spaccare la maggioranza, ha risposto che "la maggioranza valuterà sulle mie parole". "Mai avrei accettato un orologio, perché non mi serve". Le ultime parole di Lupi fanno riferimento alla circostanza, emersa dall'inchiesta fiorentina, del regalo di un orologio del valore di oltre diecimila euro al figlio Luca per la sua laurea, fatto dal principale imprenditore edile indagato dai pm toscani come personaggio chiave, insieme a un ex dirigente di primo piano del Ministero, del presunto 'sistema' per la spartizione degli appalti pubblici. Nell'inchiesta emerge l'ipotesi che il figlio del ministro fosse stato assunto dopo la laurea in società riferibili all'imprenditore indagato. Il ministro Lupi è atteso oggi alle 15 in Parlamento al "question time" per rispondere a due interrogazioni sulla vicenda. (Ilaria Polleschi) OLITTOPNEWS Reuters Italy Online Report Top News 20150318T113321+0000
