domenica 3 maggio 2015
Futures del greggio - previsione della settimana dal 4 - 8 maggio
Futures del greggio in calo questo venerdì, ma bene sulla settimana I futures del greggio sono saliti ai massimi livelli dell’anno lo scorso venerdì, per poi segnare un lieve ribasso con gli investitori che hanno monetizzato i profitti della recente impennata. Sul New York Mercantile Exchange, il greggio con consegna a giugno ha toccato il massimo intraday di 59,90 dollari, il massimo dall’11 dicembre, per poi attestarsi a 59,15, in calo di 48 centesimi o dello 0,8%. Sulla settimana il greggio di New York ha visto un aumento di 1,85 dollari, o del 3,5%, il quinto aumento settimanale consecutivo nelle ultime sei settimane. Ad aprile i futures del greggio statunitense hanno visto un aumento del 21%, tra le aspettative che la produzione del petrolio di scisto statunitense abbia raggiunto il culmine e possa iniziare a diminuire nei prossimi mesi grazie anche alla riduzione del numero degli impianti di trivellazione. Il gruppo di ricerche di mercato Baker Hughes (NYSE:BHI) ha dichiarato venerdì che il numero degli impianti di trivellazioni negli USA è sceso di 24 unità la scorsa settimana, a 679, il minimo dal settembre 2010. Si è trattato del 21esimo calo settimanale consecutivo. Gli operatori hanno seguito da vicino il calo degli impianti di trivellazione negli ultimi mesi per cercare di capire se questo possa contribuire a ridurre l’eccesso di greggio sul mercato. L’Energy Information Administration ha dichiarato mercoledì che le scorte di Cushing, in Oklahoma, il maggiore punto di consegna del greggio Nymex, sono scese per la prima volta in quasi sei mesi, segnando un calo di 500.000 barili a 61.7 milioni. Il report ha mostrato che le scorte di greggio sono aumentate di 1,9 milioni di barili la scorsa settimana, a 490,9 milioni di barili la scorsa settimana, il massimo degli ultimi 80 anni, nonostante il calo delle attività di trivellazione. Sull’ICE Futures Exchange di Londra, il greggio Brent con consegna a giugno venerdì ha toccato il picco intraday di 66,93 dollari, il massimo dal 9 dicembre, per poi attestarsi a 66,78 alla chiusura di venerdì, in calo di 32 centesimi o dello 0,48%. Sulla settimana il contratto Brent è sceso di 99 centesimi, o dell’1,81%, il quarto aumento settimanale consecutivo. I futures Brent hanno segnato un aumento di oltre il 19% ad aprile, con gli investitori che sono riluttanti a credere in ulteriori ribassi dopo nove mesi in calo. Tuttavia i prezzi sono in calo del 43% circa da giugno, periodo in cui è stato toccato il massimo di 116 dollari. Lo spread tra il Brent ed il WTI ha segnato 7,63 dollari al barile alla chiusura di venerdì, contro la chiusura a 8,13 dollari del venerdì precedente. L’Indice del Dollaro USA , che replica l’andamento del biglietto verde contro un paniere di altre sei principali valute, venerdì è salito dello 0,53%, a 95,38. Ieri l’indice è sceso al minimo di nove settimane di 94,47. Il dollaro ha riguadagnato terreno venerdì, nei segnali di ripresa lanciati dall’economia USA dopo diversi mesi in calo. I dati rilasciati giovedì hanno mostrato un calo delle richieste di sussidio di disoccupazione a 262.000 unità, il minimo di 15 anni, alimentando l’ottimismo sull’economia USA. Mercoledì i dati hanno mostrato che il prodotto interno lordo USA è cresciuto dello 0,2% nel trimestre terminato il 31 marzo, mente nell’ultimo trimestre 2014 l’economia USA aveva visto una crescita del 2,2%. Si è trattato del tasso minore di crescita dell’ultimo anno. I dati USA più deboli del previsto hanno spinto gli investitori a rinviare le aspettative sulla tempistica di un aumento dei tassi verso la fine del 2015, anziché per metà anno. Nella dichiarazione mensile di politica monetaria la Federal Reserve ha affermato che il rallentamento della crescita è probabilmente dovuto a “fattori transitori”. Nella settimana che sta per iniziare gli investitori attenderanno i dati USA sull’occupazione non agricola, alla ricerca di segnali sulla forza della ripresa economica. In vista dell’imminente inizio di settimana, Investing.com ha compilato una lista di questi ed altri eventi significativi che potrebbero influenzare i mercati. Lunedì 4 maggio I mercati in Giappone e nel Regno Unito resteranno chiusi per festività. La Cina rilascerà i dati del settore privato sull’attività manifatturiera. La zona euro rilascerà i dati rivisti sull’attività manifatturiera, mentre gli USA pubblicheranno i dati sugli ordinativi industriali. Martedì 5 maggio I mercati in Giappone resteranno chiusi per festività. Gli USA rilasceranno i dati commerciali, mentre l’Institute of Supply Management rilascerà un report sull’attività del settore dei servizi. L’American Petroleum Institute rilascerà il report settimanale sulle scorte di greggio. Mercoledì 6 maggio I mercati in Giappone resteranno chiusi per festività. La Cina rilascerà i dati del settore privato sulla crescita del settore terziario. Gli USA rilasceranno il report mensile ADP sull’occupazione non agricola e nel corso della giornata la Presidente della Fed Janet Yellen interverrà durante un evento a Washington DC. Giovedì 7 maggio Nel Regno Unito si terranno le elezioni. Gli USA pubblicheranno il report settimanale sulle nuove richieste di sussidio di disoccupazione. Venerdì 8 maggio Gli USA chiuderanno la settimana con l’attesissimo report sull’occupazione non agricola.

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