giovedì 30 aprile 2015

Riforma Pa, via libera del Senato in prima lettura. No dei sindacati

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Il Senato ha dato oggi il via in prima lettura al disegno di legge delega di riforma della Pubblica amministrazione che passa ora all'esame della Camera. Bocciatura a tutto campo da parte dei sindacati che annunciano iniziative finalizzate alla modifica del testo. La riforma prevede il riordino dei servizi pubblici locali, acqua, trasporti e rifiuti con l'introduzione di "incentivi e meccanismi di premialità" per gli enti locali; la razionalizzazione di partecipate pubbliche. Obiettivo del governo è scendere a 1.000 dalle oltre 8.000 attuali. La staffetta generazionale resta, ma risulta depotenziata: sarà possibile se i dipendenti vicini alla pensione accetteranno la riduzione su base volontaria dell'orario di lavoro e della retribuzione con il versamento volontario dei contributi mancanti. Nasce la figura unica del dirigente della Repubblica (con esclusione del corpo diplomatico), con piena mobilità. Gli incarichi per i dirigenti avranno una durata di quattro anni, rinnovabili una sola volta per due anni mentre per assumere l'incarico a tempo indeterminato sarà necessario superare un concorso pubblico. I dirigenti potranno essere licenziati qualora restino senza incarico oltre un certo periodo. La riforma prevede poi assunzioni più veloci per i vincitori di concorso, superamento graduale della figura del segretario comunale e riduzione del numero delle Camere di Commercio. Infine, il governo potrà "tagliare" alcuni provvedimenti di legge che prevedono l'adozione di decreti attuativi. "Dov'è la staffetta generazionale? Considerando che per i prossimi quattro anni sono previste 128 mila uscite, l'immissione di 70 mila unità è di fatto un nuovo taglio al personale. Tanto più se per finanziare il ricambio, si fanno pagare ai lavoratori vicini alla pensione i contributi per passare al part-time", commentano i segretari generali di Fp-Cgil Cisl-Fp Uil-Fpl e Uil-Pa, Rossana Dettori, Giovanni Faverin, Giovanni Torluccio e Benedetto Attili. "Un vero turn-over si fa assumendo almeno altri 100 mila giovani competenti e motivati". Per i sindacati, poi, "i dirigenti sono già licenziabili, ma un conto è licenziare chi non fa il suo lavoro, un altro è licenziare chi non è gradito alla politica". Infine, "si tagliano le Camere di commercio senza riorganizzare il sistema, si mette a rischio la legalità degli enti locali intervenendo a sproposito sui segretari comunali e provinciali, non si fa alcun ridisegno delle reti dei servizi di area vasta. E soprattutto non c'è nessuna misura sulla valorizzazione delle competenze". (Francesca Piscioneri) OLITTOPNEWS Reuters Italy Online Report Top News 20150430T170840+0000



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