Riforma Pa, via libera del Senato in prima lettura. No dei sindacati
Il Senato ha dato oggi il via in prima lettura al disegno di legge delega di riforma della Pubblica amministrazione che passa ora all'esame della Camera. Bocciatura a tutto campo da parte dei sindacati che annunciano iniziative finalizzate alla modifica del testo. La riforma prevede il riordino dei servizi pubblici locali, acqua, trasporti e rifiuti con l'introduzione di "incentivi e meccanismi di premialità" per gli enti locali; la razionalizzazione di partecipate pubbliche. Obiettivo del governo è scendere a 1.000 dalle oltre 8.000 attuali. La staffetta generazionale resta, ma risulta depotenziata: sarà possibile se i dipendenti vicini alla pensione accetteranno la riduzione su base volontaria dell'orario di lavoro e della retribuzione con il versamento volontario dei contributi mancanti. Nasce la figura unica del dirigente della Repubblica (con esclusione del corpo diplomatico), con piena mobilità. Gli incarichi per i dirigenti avranno una durata di quattro anni, rinnovabili una sola volta per due anni mentre per assumere l'incarico a tempo indeterminato sarà necessario superare un concorso pubblico. I dirigenti potranno essere licenziati qualora restino senza incarico oltre un certo periodo. La riforma prevede poi assunzioni più veloci per i vincitori di concorso, superamento graduale della figura del segretario comunale e riduzione del numero delle Camere di Commercio. Infine, il governo potrà "tagliare" alcuni provvedimenti di legge che prevedono l'adozione di decreti attuativi. "Dov'è la staffetta generazionale? Considerando che per i prossimi quattro anni sono previste 128 mila uscite, l'immissione di 70 mila unità è di fatto un nuovo taglio al personale. Tanto più se per finanziare il ricambio, si fanno pagare ai lavoratori vicini alla pensione i contributi per passare al part-time", commentano i segretari generali di Fp-Cgil Cisl-Fp Uil-Fpl e Uil-Pa, Rossana Dettori, Giovanni Faverin, Giovanni Torluccio e Benedetto Attili. "Un vero turn-over si fa assumendo almeno altri 100 mila giovani competenti e motivati". Per i sindacati, poi, "i dirigenti sono già licenziabili, ma un conto è licenziare chi non fa il suo lavoro, un altro è licenziare chi non è gradito alla politica". Infine, "si tagliano le Camere di commercio senza riorganizzare il sistema, si mette a rischio la legalità degli enti locali intervenendo a sproposito sui segretari comunali e provinciali, non si fa alcun ridisegno delle reti dei servizi di area vasta. E soprattutto non c'è nessuna misura sulla valorizzazione delle competenze". (Francesca Piscioneri) OLITTOPNEWS Reuters Italy Online Report Top News 20150430T170840+0000
